Nella serata di ieri, giovedì 24 maggio, si è perpetrato l’ennesimo caso di mala-sanità molisana, o meglio di mala-organizzazione sanitaria, a causa dell’incapacità politica che ha partorito l’ultimo POS regionale, di soddisfare le eventuali emergenze dei pazienti molisani.

Nello specifico, all’ospite di una struttura per anziani che si recava con l’ausilio di un’autoambulanza del 118 presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Campobasso, gli veniva diagnosticato un ematoma subdurale il quale richiedeva un urgente intervento neurochirurgico che la principale struttura sanitaria del capoluogo di Regione però, a causa del Piano Operativo Sanitario Regionale in vigore da pochi mesi, non poteva garantire considerato che, com è noto, il reparto di neurochirurgia è stato soppresso, nonostante la presenza dei medici neurochirurghi in forza alla struttura.

sanità scioperoAl paziente, in stato soporoso, gli veniva prospettata l’unica possibilità, cioè quella di essere trasferito presso una delle strutture più vicine con il reparto di Neurochirurgia attivo, ovvero Pozzilli (Neuromed), San Giovanni Rotondo (Casa sollievo della sofferenza), Foggia (Ospedali riuniti), Benevento (Azienda Ospedaliera Rummo), Pescara (Ospedale civile) e Teramo (Ospedale civile) senza però che nessuna di queste avesse disponibilità di posti letto presso le rispettive rianimazioni.

La moglie del malcapitato, a quel punto, dopo quasi otto ore di attesa, esanime e rassegnata dai molteplici rifiuti ottenuti nel corso della nottata, ha deciso di riportare lo stesso presso la struttura che lo ospitava da mesi per dargli il conforto e le ultime cure necessarie.

Il titolare della struttura, invece, non dandosi per vinto decideva di rivolgersi ad alcuni portavoce del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, nello specifico al capogruppo Andrea Greco e al consigliere Angelo Primiani (vicepresidente della IV Commissione consiliare permanente, sulla sanità), i quali hanno immediatamente preso in carica la spiacevole vicenda contattando direttamente l’ASReM per cercare di sopperire alle gravi insolvenze causate dalla politica sanitaria molisana. Per accertarsi ulteriormente della grave situazione, Greco e Primiani si recavano personalmente presso l’Ospedale Cardarelli ottenendo un incontro con il Direttore della U.O.C. di Medicina e Chirurgia di Accettazione e di Urgenza, il dott. Agostino Claudio Rossi, il quale insieme all’intero staff di reparto si rendeva disponibile nel risolvere la vicenda illustrando al contempo la sua impotenza nell’intervenire a causa degli scellerati provvedimenti previsti dal sopracitato POS.

Solo a quel punto, grazie all’intervento dei consiglieri regionali e alla disponibilità degli operatori sanitari del Cardarelli di Campobasso, si è resa possibile l’operazione neurochirurgica, da pochi minuti terminata e fortunatamente ben riuscita pur essendo ancora riservata la diagnosi.

Una buona notizia nella tragica situazione sanitaria in cui versa il nostro piccolo Molise, alla quale la nuova Giunta regionale dovrà necessariamente porre rimedio intervenendo direttamente sulle scelte scellerate della passata amministrazione di Palazzo Vitale.

Grande successo per il progetto “Nonno, io ascolto e assaggio” ospitato dalla Residenza per Anziani “Samnium” che ha visto coinvolti i nonni della struttura e i bambini della classe prima elementare della scuola di Vinchiaturo. Uno scambio intergenerazionale attraverso il quale si è sperimentato il piacere di condividere i valori di una sana alimentazione.

WhatsApp Image 2018 03 12 at 18.26.51e 300x169I bambini della classe prima elementare infatti, ospiti della Casa di riposo del piccolo centro matesino, hanno potuto porre diverse domande sull’alimentazione, anche del passato, ai nonni della struttura che hanno risposto felicemente e in modo divertito.

Il progetto, ideato dall’Istituto Scolastico di Vinchiaturo, con la collaborazione degli Assistenti Sociali del “Samnium”, si pone come arricchimento dell’offerta formativa della struttura e ha lo scopo di far sperimentare il piacere di condividere, anche con i nonni, il valore della sana alimentazione, fondamentale non solo per assicurare all’individuo uno stato di nutrizione ottimale, ma anche e soprattutto per tutelare la salute e garantire la qualità della vita.

WhatsApp Image 2018 03 12 at 18.26.48 300x169La quotidianità moderna ci lascia sempre meno tempo per rispettare la sana “tradizione” dei nonni, per i quali ritrovarsi a tavola rappresentava una “sosta serena”, un riposo dalle fatiche del lavoro. Il diverso approccio al momento del pasto, considerato allora una pausa funzionale per permettere all’organismo di ritrovare energie fresche, consentiva un rapporto più semplice e diretto con il cibo. Nel corso del tempo le abitudini dietetiche-alimentari hanno subito profonde modifiche sia in senso qualitativo che quantitativo. La stretta unione tra salute ed alimentazione è ormai nota, come è ormai dimostrata la possibilità di prevenire diverse problematiche fisico-relazionali attraverso una dieta equilibrata e corretta. L’importanza di un’adeguata educazione alimentare è evidente.

L’attuazione del progetto dunque, ha permesso ai soggetti coinvolti l’acquisizione delle sane abitudini alimentari, stimolando l’abbandono di comportamenti errati, valorizzando l’alimentazione semplice e salutare dei nonni.

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